
Avevano 10 anni quando Susanna scoprì che i loro genitori avevano preso la decisione assolutamente all'avanguardia in quel periodo, di dividere sentimentalmente le loro strade.
La dolce gemellina corse subito dalla sorella Eva per comunicarle la notizia.
Avvicinandosi con terrore alla loro cameretta, aprì lentamente la porta, pregando che quel giorno Eva, fosse dell'umore adatto.
Susanna: Devo dirti una cosa
Eva: Non sopporto quando fai così! Mi dici che devi dirmi una cosa e poi stai zitta... DILLA e basta.
Susanna: Va bene... mamma e papà si separano!
Eva: Come? Ma loro non sono mica siamesi come eravamo noi!
Susanna: Ma no! Nel senso che mamma ha deciso di lasciare il papà
Eva: E lo abbandona su un'autostrada o in un caldo parcheggio di un centro commerciale?
Susanna: Come dici? Dove le senti questi cose?
Eva: L'ho letto su un giornale, però parlavano di cani
Susanna: C'è differenza
Eva: Per me no. Stai con qualcuno perchè provi un bel sentimento per quest'essere e non sai come mai, ma ti viene da definire questa cosa amore.
Poi alcuni quando si stancano, lasciano coloro che dicono di aver amato al loro destino e in genere scelgono autostrade...
Susanna: Ma non con le persone!
Eva: Non vedo alcuna differenza, se ami ami e basta!
Susanna: Ma perchè devi essere sempre così complicata?
Eva: Io? No, siete voi che parlate strano... date un significato alle parole che proprio non capisco!
Susanna: Insomma, il problema erano mamma e papà.
Lei piange e dice che il babbo ha un'altra
Eva: E con ciò?!
Susanna: Non si possono avere due donne contemporaneamente!
Eva: E chi l'ha detto?
Susanna: Non lo so! Ma è così e basta... insomma, non cambiare discorso, mi fai finire?
Eva: Ok... ma senti una cosa? IL papà porta con se Rocky e Batman ( cane e gatto n.d.r )
Susanna: No
Eva: Allora ok
Susanna: E adesso dove stai andando?
Eva: A decapitare la tua nuova Barbie!!!
(continua...)

Una delle prime attività alle quali la mamma iscrisse le due bambine, fu la danza classica. Arte nella quale le due parevan eccellere.
Susanna con i suoi riccioli biondi e quel tutù celeste appariva come un cherubino in un sogno ed Eva non era da meno, se non fosse stato per quel broncio continuo che si stampava sulla sua boccuccia a cuore ogni volta che si guardava allo specchio e ritrovava costantemente una similarità tra lei e una bomboniera mal riuscita.
Le due si muovevano con grazia nonostante la tenera età e Susanna volteggiava leggera sulle note della musica classica che la maestra dava loro da seguire. Chiudeva gli occhi e si ritrovava in un sogno nel quale lei era una principessa, un cigno, una farfalla e tutti rimanevano incantati dinanza a cotanto talento.
Eva scoprì invece il suo egocentrismo. Danzava sì, eccome e lo faceva con la grazia e l'alterità di una ballerina consumata ma il teatrino del paese nella sua mente non era abbastanza... lei doveva essere la prima ballerina, l'etoile!
Si titillava di fronte agli sguardi ammirati della platea, godeva nella consapevolezza del potere che un artista sul palco ha tra le mani, nei cospetti di tutta quella gente che è presente lì, solo per loro, per giudicare e rimanere estasiati, poichè la loro estasi era lei a procurarla...
Altro che Rencie la Strega... ormai si sentiva meglio di un ' Odalisca
( continua... )

Gemelle diverse... ma non del tutto. L'amore per l'arte e per la natura le univa al di sopra di tutto.
Susanna aveva anche un grande ascendente sugli infanti e sua malgrado Eva aveva lo stesso potere. Lei però preferiva avere a che fare con gli animali ai quali dava una voce e un nome solitamente ricchi di personalità e dai toni umani.
Per quanto riguardava quelli che le avevano insegnato essere i suoi simili, trovava fosse troppo spreco chiamarli per nome, così decise che "quelli là" potesse bastare.
All'età di 5 anni, a cavallo tra l'asilo e le scuole elementari, le due gemelline iniziarono anche le prime attività ludico-educative che fossero al di fuori delle scuole ( e con il senno di poi Eva disse " e per fortuna!!! )....
( continua )
Ai tempi dell'asilo, Susanna trovò il primo fidanzatino: il figlio di un fotografo; bellissimo angioletto biondo destinato ad un'acneica adolescenza, di cui un qualsiasi Don Luigi avrebbe acreditato ad accessive turbe sessuali.
Eva invece, sprofondò in un incommensurabile amore per il Principe Aron , personaggio di un cartone animato di cui il titolo Tokimeki Tonight, arrivò in Italia come Ransie La strega.
In quello stesso periodo Susanna comprese la bellezza dell'amore, Eva invece la crudeltà dei bambini.
Il suo incubo era Simone Piazzi, che la inseguiva tentando di rinchiuderla in un tunnel di cemento. Per tutta risposta un giorno la piccola Eva, accompagnata dalle grida della sua candida metà, caricò una rincorsa stile ariete facendo "accidentalmente" finire la sua testolina bionda sul naso a patata del ragazzino caccoloso.
Risultato: naso fratturato di Simone ed Eva rinchiusa da un macaco che parlava come una maestra, all'interno di un ripostiglio-pseudo-legnaia ove rimase fino al suono della campanella.
Tornate a casa, Susanna consigliò alla sorella di occultare ai genitori l'accaduto ed Eva, con suo rammarico, le dette ascolto; Si chiedeva sempre come mai non riuscisse a far tacere una volta per tutte quella dolce, flebile vocina della sua "adorata" gemella, che le dava insistentemente consigli di tolleranza e pace mentre lei, avrebbe scatenato le ire del Grande Re , che per altro, era anche suo suocero...
( ... continua )
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Eva e Susanna sono gemelle.
Nate siamesi non resta altro che una piccola cicatrice sulla loro schiena a ricordare quel legame.
Completamente opposte, due diverse nature dello stesso essere. La madre per mantenere quell'unione, decise di chiamarle con lo stesso nome: Eva
Per distinguerle cambiava semplicemente l'intonazione della voce che, per una era dolce e rassicurante, per l'altra acuta, forte, imponente.
La bambina alla quale era dedicata la nota calda decise in seguito di appellarsi Susanna: il suono di quel nome le pareva più simile alla tranquillità che la mamma le comunicava ogni volta che si rivolgeva a lei.
La seconda non si smosse: lei era Eva, era nata Eva, voleva vivere da Eva e morire da Eva.
Lei era così, duplice, intrigante, istintiva, spigolosa come le lettere del suo nome, breve ed intensa come il suono che ne usciva quando lo si pronunciava.
Eva e Susanna crebbero insieme, unite più che mai a dispetto del loro odio reciproco, un odio colmo di viscerale amore, di desiderio di vendetta, di maliziosi giochi per scoprire chi delle due avrebbe ceduto per prima.
Susanna, la dolce, buona, ragionevole Susanna... Eva si chiedeva sempre come fosse possibile che proprio lei vincesse sempre la battaglia. Come fosse possibile che la gemellina remissiva riuscisse a scamparla sempre?! Come la detestava!
Ai tempi dell'asilo, Eva adorava raccontare bugie e a dire il vero, non perse mai quest'insana abitudine.
Le sue frottole erano per lei il mondo più reale, le pillole con le quali spesso e volentieri addolciva la dura realtà che avrebbe voluto urlare a chi secondo lei le riempiva le orecchie di insulse filosofie.
Non aveva via di scampo che quelle anche perchè ogni qual volta aveva espresso la verità, dall'altra parte arrivava inesorabile la punizione.
Susanna invece non era bugiarda... ma nemmeno sincera! Susanna non parlava se non per dare buoni consigli. Susanna era profonda, era dolce e tollerante, Susanna sapeva sempre cogliere il momento giusto e intuire al volo con maestria e sensibilità, i sentimenti di chi la circondava.
Era sempre stata egregia in questo, anche sua sorella lo riconosceva.
Susanna sarebbe stata una perfetta psicoterapeuta, Eva una perfetta paziente!
( continua... )
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